Bio

Giulio Granati, musician, composer and jazz pianist, born in Rome on 27.12.56 has always said “I paint what I cannot play”. His activity took him abroad at a very young age, where he moved permanently to Switzerland in 1978. He currently lives in Taverne, a small town near Lugano.

Over the years he has been working as an entertainer, a composer and a jazz musician, holding concerts with the various groups formed and making several CDs produced by the record company Altrisuoni.

Among his most important compositions include the duets for piano and flute, dreams for piano solo and the concert for jazz quartet and orchestra “Miles in the sky”in addition to the many compositions for jazz trio, quartet, quintet and sextet .

Self-taught painter considers painting as a means of expression complementary to music. He begins his journey by painting musical subjects and then begins an introspective journey that leads him to the current works in which the human being is the absolute protagonist, in his joys, his anxieties and his conflicts. The images often appear as if enveloped by a slight veil of fog, not clear and clear, to signify the relativity of what appears to us, the absence of absolute certainties.

Giulio Granati, musicista, compositore e pianista jazz, nato a Roma il 27.12.56 ha sempre detto “dipingo quello che non posso suonare”. La sua attività lo porta giovanissimo all’estero, dove si trasferisce definitivamente, in Svizzera, nel 1978. Attualmente vive a Taverne, piccolo paese vicino Lugano.

Nel corso degli anni porta avanti, parallelamente all’attività di entertainer, quella di compositore e jazzista, tenendo concerti con i vari gruppi formati e realizzando diversi CD prodotti dalla casa discografica Altrisuoni.

Tra le sue composizioni più importanti ricordiamo i duetti per pianoforte e flauto, i dreams per piano solo e il concerto per quartetto jazz e orchestra “Miles in the sky”, oltre alle moltissime composizioni per trio, quartetto, quintetto e sestetto jazz.

Pittore autodidatta considera la pittura come mezzo di espressione complementare alla musica. Inizia il suo percorso dipingendo soggetti a carattere musicale per poi iniziare un percorso introspettivo che lo porta ai lavori attuali in cui l’essere umano è protagonista assoluto, nelle sue gioie, le sue angosce e i suoi conflitti. Le immagini appaiono spesso come avvolte da un leggero velo di nebbia, non chiare e nitide, a significare la relatività di ciò che ci appare, l’assenza di certezze assolute.